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Terzo legno azzurro, Ciabocco in lacrime

Il titolo delle Under 23 va alla francese Gery. Domani Longo Borghini per il riscatto

Alessandro BrambillaAlessandro Brambilla

Pubblicato il 26.09.2025, 13:00

4 min

Vive la France: Celia Gery est Championne du Monde. Nella gara della Under 23 con bella progressione mademoiselle Gery, 19 anni, in rettilineo d’arrivo ha preceduto di 2 secondi la coetanea slovacca Viktoria Chladonova. A Kigali l’Italia ha centrato il triplete dei quarti posti. Nello sprint da energie residue per la medaglia di bronzo la spagnola Paula Blasi ha superato Eleonora Ciabocco a pochi metri dall’arrivo, a 12” da Gery. Lungo pianto, lacrime nobili da grande protagonista. Chapeau alla 21enne marchigiana di Corridonia. La ragazza nata a Macerata ha pedalato costantemente nelle prime posizioni senza fare l’andatura («ha corso come doveva» sottolinea il ct Marco Velo), risparmiandosi per il gran finale.

La gara

Celia Gery si è aggiudicata un Mondiale durissimo. Dopo 6 degli 8 giri da compiere le favorite Cat Ferguson e Imogen Wolff (Gran Bretagna) hanno accusato una netta flessione. Fase in cui sono rimaste all’avanguardia una ventina di ragazze tra le quali Kagevi, Hutter, Isabelle Holmgren, Couzens, Czapla, Bego, Gery, Bunel, Ebras, Ciabocco e l’intraprendente Paula Blasi, nota nel Belpaese per la vittoria in una prova della Coppa Italia delle Regioni. Negli ultimi 20 chilometri c’è stata guerra all’arma bianca. Malvina Mal è fuggita in solitudine, costretta ad arrendersi. Stessa sorte per Czapla, Bego, Hutter, Chladonova e Gery. Lo show della scandinava Stina Kagevi ha caratterizzato gran parte dell’ultimo giro. Ha acquisito fino a 41” di vantaggio, sembrava irraggiungibile poi ha ceduto. Sul pavè dell’ultima salita Gery e Chladonova si sono avvantaggiate costringendo le esauste inseguitrici a lottare per il bronzo. «Arrivare quarta significa centrare il peggiore dei piazzamenti, anche se so di avere dato tutto - afferma la studentessa universitaria Ciabocco -. Ero l’unica azzurra in gara quindi ho cercato di gestire al meglio le energie fino all’ultimo giro. Nella seconda parte della corsa mi sentivo davvero bene: a quel punto ho iniziato a credere che il podio fosse possibile. Perderlo negli ultimi cinque metri fa malissimo, ma ho fatto la mia corsa senza risparmiarmi». Tutti si aspettavano qualche attacco in più invece le migliori sono arrivate unite all’ultimo giro. «Per me non era la situazione ideale».

Tocca a Longo Borghini

A Kigali per la prima volta nella storia l’Italia in un Mondiale in linea ha schierato una sola atleta. Australia, Spagna e altri Paesi ieri hanno fatto gareggiare protagoniste del team relay di 24 ore prima. Poteva farlo anche l’Italia con Federica Venturelli reduce da brillanti prestazioni a cronometro. Il riscatto è atteso domani con le Elite: Elisa Longo Borghini punterà all’oro. La campionessa d’Italia spande ottimismo: «Sono stata in altura e mi sembra di godere di ottima condizione. Non so di preciso quali siano le condizioni delle mie principali avversarie: in base alla cronometro penso buone. Ritengo favorite Anna Van Der Breggen e dato il fattore campo Kim Le Court (delle Isole Mauritius, ndr) sicuramente molto motivata».

ORDINE D’ARRIVO: 1. Gery (Fra) 119 km in 3h24’26”, media 35,015; 2. Chladnova (Slo) a 2”; 3. Blasi (Spa) a 12”; 4. Ciabocco; 5. Bunel (Fra); 6. Isabelle Holmgren (Can) a 17”; 7. Ivanchenko a 20”; 8. De Schepper (Bel) a 25”; 9. Appleton (Aus) a 31”.  

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