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Sì, Prodhomme: oggi l’eroe sei tu!

Scatta sul Col de Joux e arriva in solitaria sul traguardo di Champoluc: è la prima vera vittoria

Enrico CapelloEnrico Capello

Pubblicato il 31.05.2025, 06:30

4 min

La montagna della Valle D’Aosta ha partorito un topolino per quanto riguarda la classifica generale del Giro d’Italia 2025, che assomiglia sempre di più ai campionati di calcio di certi Paesi sudamericani che fanno da vetrina a talenti emergenti e a vecchie volpi in cerca di scampoli di gloria ma senza avere i campioni affermati in campo, ecco sbucare per primo e in solitaria, sul pavè di Champoluc, Nicolas Prodhomme. La classica vita da gregario, a sputare l’anima per capitani e compagni ritenuti più forti, una vita nelle retrovie, con il suo nome mai nei titoli di giornali e tv, traslata sul piedistallo del grande proscenio con l’impresa nella penultima tappa di un grande giro. Una frazione da cinque stelle per le difficoltà altimetriche, quella da Biella a Champoluc, in cui il francese della Decathlon Ag2r La Mondiale Team si è imposto alla vecchia maniera del ciclismo impavido e incosciente, sempre all’attacco: prima con una compagnia numerosa e variegata, poi sul Col Saint-Pantalèon la sferzata alla trentina di fuggitivi, quindi sul temutissimo Col de Joux l’allungo decisivo sui compagni di fuga Antonio Tiberi, Igor Arrieta e Carlos Verona. Nicolas si è congedato dai colleghi di avventura ai 27 km e ha mantenuto sempre un vantaggio rassicurante sul gruppo della maglia rosa che, tra tattica esasperata e mancanza di spunti degli avversari più accreditati del leader Del Toro, ha lasciato campo libero al transalpino, che ha festeggiato la vittoria sul traguardo del centro della Val d’Ayas con le mani sul viso per l’incredulità, stremato e col volto irrorato di lacrime copiose di felicità. 

Il giorno "da leone"

Il giorno "da leone" tanto atteso si è materializzato all’età di 28 anni. Per il corridore normanno, che non ha le stimmate del predestinato, un’apoteosi che premia la cocciutaggine nel credere sempre nelle proprie qualità: un ciclista quadrato, Nicolas, senza nessun picco prima di ieri, costruitosi passo dopo passo (è professionista dal 2021) e che può già archiviare il 2025 come l’anno migliore della sua carriera sommando al primo posto al Giro d’Italia il successo di tappa al Tour of the Alps. Il francese dovrà venire spesso in vacanza sui monti italici, almeno per riconoscenza. «Ho lavorato molto per il Giro d’Italia – spiega Prodhomme - . Non puntavo alla generale ma a provare a vincere una tappa. Ho aspettato a lungo che arrivasse questo successo. La nostra fuga non aveva un grande vantaggio, inoltre non mi sentivo bene sulla prima salita. Chilometro dopo chilometro ho cominciato a carburare. Sul Col de Joux ho capito che dovevo rischiare, altrimenti non saremmo andati da nessuna parte. Sono arrivato quinto in due tappe perché ero stato troppo timido. Oggi ho deciso di giocare il tutto per tutto ed è andata bene». Chapeau Nicolas.  

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