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 Italia grandi sogni. E la novità Ultimate

Gli azzurri chiamati a confermarsi leader d’Europa ad agosto. E poi a seguire evento record a Budapest: 10 milioni di montepremi 

Daniele GalossoDaniele Galosso

Pubblicato il 05.04.2026, 09:45 (Aggiornato il 05.04.2026, 09:59)

5 min

Birmingham calling. In una annata orfana di Mondiali e di Olimpiadi, l’appuntamento con i Campionati Europei è il più atteso della stagione all’aperto del “track and field”. Attesissimo, addirituttura, per la sempre più competitiva selezione azzurra, chiamata dal 10 al 16 agosto prossimi, in terra d’Albione, a confermare i risultati clamorosi ottenuti a Roma, nel catino di casa dell’Olimpico, nell’ultima edizione della rassegna continentale, nel 2024. D’accordo, sarà piuttosto complicato replicare il medagliere d’allora, con la bellezza di 24 podi, ripartiti tra 11 ori, 9 argenti e 4 bronzi. Un eccellente bottino condizionato dal fattore casalingo, per certo, nonché da qualche assenza straniera di prestigio all’immediata vigilia dei Giochi di Parigi 2024. Quel che l’Italia potrà e vorrà confermare, in ogni caso, è il pressoché inedito ruolo di leader del Vecchio Continente, davanti a grandi corazzate come la Germania, la Francia o la Gran Bretagna. Che, a sua volta, potrà sfruttare il “boost” del tifo amico. Un dettaglio che non spaventa una delegazione nostrana che si preannuncia ricca per quantità e per qualità, sulla scorta dei due successi consecutivi - 2023 e 2025 - nei Campionati Europei a squadre, ovvero la più recente emanazione della cara e vecchia Coppa Europa. Il tricolore sventola alto e l’obiettivo è quello di dimostrare che il mercurio, nel termometro dell’atletica continentale, è ancora tinto d’azzurro. I freschi titoli mondiali indoor di Andy Diaz, Nadia Battocletti e Zaynab Dosso, uniti ai podi ottenuti a Torun anche da Mattia Furlani e Larissa Iapichino, confermano lo stato di salute della Nazionale, che nella propria faretra nasconde ben più frecce da scagliare, in estate, sulla pista inglese. Anche perché, come testimoniato dalle rassegne giovanili internazionali dello scorso anno, alle spalle dei big di ieri e di oggi già spingono le stelle di domani. E altre, dietro l’angolo, maturano a suon di primati giovanili infranti: i Mondiali Under 20 di Eugene, in agosto, e gli Europei Under 18, in luglio, per altro ancora in casa, sulla pista di Rieti, contribuiranno ad arricchire l’elenco dei nomi da monitorare con attenzione sulla strada verso Los Angeles 2028 e Brisbane 2032.

Un 2026 che profuma d'azzurro

E poi? Beh, poi c’è tutto il resto della stagione di alto livello, a prescindere da Europei o Mondiali. La stagione che, all’aperto, è scattata nei giorni scorsi con la tappa inaugurale del World Continental Tour Gold, a Melbourne, in Australia, dove la torinese Daisy Osakue nel lancio del disco ha assicurato il primo successo della serie ai colori azzurri. Il circuito, che tornerà il 24 aprile a Nairobi, in Kenya, si dipanerà fino all’appuntamento di Budapest, a luglio, quando sarà all’apice anche la stagione della Diamond League. Il via da Doha, scossoni internazionali permettendo, il prossimo 8 maggio, conclusione a Bruxelles con le tradizionali Finali del 4 e 5 settembre. E, in mezzo, il Golden Gala di Roma, in data 4 giugno, con Lyles e le altre stelle a illuminare il cielo della capitale. C’è una novità, però. Proprio in coda di stagione. A Budapest, dall’11 al 13 settembre, andrà infatti in scena la prima edizione dell’Ultimate Championship, ultima trovata di un movemento internazionale che sta cercando di rinnovarsi e rendersi accattivante. La rassegna, che avrà cadenza biennale e si terrà nelle stagioni senza Mondiali, accoglierà ai nastri di partenza il meglio dell’atletica globale: in Ungheria, per esempio, sono attesi tutti i campioni olimpici di Parigi 2024, i campioni mondiali di Tokyo 2025, i vincitori della Diamond League 2026 e i primatisti stagionali, prestazioni alla mano. Da capogiro il montepremi in palio: dieci milioni di dollari, con 150.000 dollari riservati a ogni singolo vincitore di gara. Non ci saranno nè Mondiali né Olimpiadi, in questo 2026 che profuma d’azzurro. Ma i temi da sviscerare e i campioni da osservare di certo non faranno difetto...

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