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"Battocletti? Non sbaglierà! Nelle siepi..."

"Nadia e papà sanno programmare. E la vedrei bene anche nei 3000! Crippa da gotha della maratona"

Pubblicato il 06.09.2025, 13:30

3 min

Trentotto anni fa, all’Olimpico di Roma, Francesco Panetta collezionava due medaglie ai Mondiali: oro nei 3.000 siepi e argento nei 10.000.

"Giornate indimenticabili. Davanti a 70 mila spettatori, poi. Che cavalcata nelle siepi: andai davanti vista l’andatura bassa e non mi raggiunse più nessuno: vinsi in 8’08”57, tuttora primato italiano".

Francesco Panetta, nella spedizione azzurra per Tokyo, nelle siepi, c’è solo Ala Zoghlami...

"Con la storia che abbiamo alle spalle… Ma mi auguro che l’allievo di Gaspare Polizzi riesca finalmente a migliorare il mio primato, che è ormai... stantio".

Come si vince una finale nelle siepi?

"Correndo forte tra una barriera e l’altra!"

E non abbiamo atleti nei 5 e 10 mila metri…

"Un segnale negativo per il settore del mezzofondo: schieriamo tre ottocentisti e tre “miler”, poi nessuno sino alla maratona. Avevo seguito con interesse l’inizio dell’anno agonistico di Pietro Arese, lo avevo visto bene nel cross, che per un mezzofondista veloce è sicuramente un ottimo modo di inaugurare la stagione, ma si è infortunato ed è un po’ sparito dai radar internazionali".

Che idea si è fatto dei nostri maratoneti?

"Yeman Crippa è un atleta da 2 ore e 06’, quindi va certamente seguito con attenzione, però per entrare nel gotha della distanza occorre scendere fino a 2 ore e 03’ o 04’. Ma non è di certo la maratona ai Mondiali che lo possa fare migliorare come crono, visto che lì molto spesso si guarda al successo più che all’orologio".

E tra le donne?

"Nadia Battocletti fa reparto da sola. Ha un tecnico, papà Giuliano, che non ha mai sbagliato nulla, è un ottimo programmatore. Però voglio lanciare una provocazione: mi piacerebbe vedere Nadia impegnata nelle siepi. Potrebbe sparigliare tutto. È un’idea che mi è venuta vedendola correre: hai visto mai...".

Per il resto?

"In contesti globali, in campo femminile, negli 800 si deve correre in 1’55”-1’56, nei 1.500 abbondantemente sotto i 4’00”: vedete voi..."

Ora di che cosa si occupa?

"Sono istruttore di atleti con fragilità intellettiva dalla nascita. Poi, da quest’anno, inizierò a seguire i ragazzi dell’Atletica Monza nella velocità e negli ostacoli. Due sere a settimana mi fanno sentire più giovane...".

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