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“Piemonte è la terra che coltiva lo sport”

Siamo la Regione che organizza i maggiori eventi nazionali e no. Tutte le Federazioni si fidano: mostrato con i fatti quanto siamo seri

Marco BoMarco Bo

Pubblicato il 18.02.2026, 06:15

6 min

Un Piemonte a tutto... sport. Dalle Final Four di Coppa Italia di volley femminile dello scorso gennaio alle Final Eight di Coppa Italia basket maschile, da oggi a domenica. Ieri il presidente Alberto Cirio ha ospitato nel Grattacielo della Regione il trofeo che sarà assegnato nella finalissima di domenica pomeriggio. L’occasione per ribadire quanto sia centrale e strategico l’organizzazione dei grandi eventi sportivi. “Questa filosofia è premiante sotto tanti punti di vista. Noi siamo la Regione d’Italia che ospita i più importanti e numerosi avvenimenti nazionali e internazionali. Non è casuale, frutto di un lavoro che la Regione ha voluto intraprendere di concerto con la città di Torino che ha sempre dimostrato attenzione e sensibilità. Questo ci permette di vincere le candidature. Il ritorno è dieci volte superiore all’investimento, lo dimostrano gli studi della Camera di commercio. Ovvio che quando ci si candida tutti vogliono vincere ma alla fine solo uno la spunta. Noi siamo più convincenti anche perché ci siamo creati un pedigree e una reputazione tale per cui tutte le Federazioni internazionali si fidano. Sanno che facciamo le cose per bene, con attenzione, attenti alla gestione e con spirito sabaudo. Ricordo una cosa che mi disse Cristiano Ronaldo dopo qualche mese che era arrivato alla Juventus: “Torino è una città meravigliosa perché posso uscire e andare a mangiare la pizza”. I tifosi qui hanno garbo e rispetto, non importunano. Questo vale anche per gli 8 campioni del tennis. Abbiamo capacità organizzativa, gestionale, un buon stile, si mangia bene, le strutture sono belle e moderne per cui siamo felici”.

"Senza Torino 2006 niente Finals"

Nessun cruccio...? “Uno sì. Purtroppo in questi giorni quando accendo la televisione vedo le Olimpiadi e mi viene un rammarico enorme. Quando vedo gli atleti scendere per andare a madeglia non dalla pista di Sestriere ma di un’altra montagna mi piange il cuore. Però, noi siamo arrivati dopo questa scelta, non è una nostra responsabilità. Ma dobbiamo recuperare. Le Olimpiadi sono importanti, se non avessimo ospitato i Giochi di Torino 2006 non avremmo avuto nemmeno la possibilità di ospitare le Atp Finals. Dove le avremmo fatte giocare?”. Per i Giochi del 2030 quali possibilità? “Siamo candidati, abbiamo fatto il dossier insieme al Comune di Torino che ha l’Oval di pertinenza. In ballo ci siamo noi e l’Olanda per ospitare un pezzo delle Olimpiadi delle Alpi francesi. In estate ci sarà l’assegnazione: aspettiamo e incrociamo le dita”. Segnali per il futuro delle Atp Finals sotto la Mole anche dopo il 2026 ne avete avuti? “Sì, segnali molto positivi. Qualcuno sosteneva che non avremmo avuto nemmeno la prosecuzione dopo il 2025 e invece è successo. In Piemonte si sta bene, la Federazione, gli sponsor, i campioni e i tifosi sono contenti. Quando le cose vanno bene è sempre difficile che qualcuno si prenda la responsabilità di cambiarle. E noi continueremo a difenderle”.

"Kalulu? Un'assurdità"

A livello di tempistiche cosa si aspetta? “Dobbiamo fare bene a novembre, come successo nelle precedenti cinque edizioni. Da fine anno in avanti saranno i momenti caldi. Ma ripeto, abbiamo creato una buona rete a sostegno delle Atp Finals a Torino per cui siamo molto fiduciosi”. Un commento all’impresa dei due ori di Federica Brignone 10 mesi dopo essersi distrutta la gamba. “Ha dimostrato che esiste il merito nella vita. Nello sport il cronometro non fa sconti a nessuno. Ha dimostrato una tempra personale straordinaria, ciò che i medici dicono sempre: che la testa influisce sul corpo. E poi una capacità di rialzarsi che deve essere un esempio per tutti, tra l’altro curandosi in Piemonte al JMedical”. Da juventino si sente di dire qualcosa dopo quello che ha visto nella sfida con l’Inter condizionata dall’espulsione assurda di Kalulu? “Non dribblo. Inaccettabile il fatto che tutto il mondo sappia se un fallo c’è o no, l’unico che non lo può sapere è quello che può decidere, l’arbitro! Ma quale logica c’è dietro a questa assurdità? Spiegatemelo perché io non ci arrivo”.

"Piemonte primo per capacità di spesa fondi Ue"

Tanto sport in Piemonte ma all’orizzonte ci sono anche altri due grandi progetti: salute e casa. Ce li spiega? “Siamo partiti con le scuole che è stata la prima priorità. Scuole nuove: la prima cosa da garantire è l’educazione dei figli, che devono andare in un luogo sicuro. Il Piemonte ha pagato caro, un ragazzo è morto sul proprio banco, Vito Scafidi. Grazie alla sua famiglia meravigliosa si sono mosse le istituzioni. Poi c’è l’altra parte debole della società: gli anziani che hanno diritto alla salute, servono ospedali nuovi. L’ospedale Molinette ha 100 anni. Qualcuno si lamenta che ogni tanto cade una tegola. A fine anno partiranno i lavori del Parco della Salute. Abbiamo 11 ospedali nuovi interamente finanziati e localizzati in Piemonte. Una risposta concreta. Quest’anno abbiamo introdotto la questione della casa perchè crediamo e vogliamo favorire la natalità. Il Piemonte, prima regione d’Italia per capacità di spesa dei fondi europei dello sviluppo regionale, ha ottenuto un premio, un bonus di 36 milioni di euro che abbiamo dirottato per le case popolari. Ristruttureremo 1000 alloggi pubblici e sfitti: verranno assegnati con una legge ad hoc per assegnarli a famiglie con figli al prezzo di 92 euro al mese più 40 di spese

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