
Staffetta Italia: tavola e fucile fanno sognare
Italia padrona della neve, pronta davvero a mettersi alla tavola dei Giochi Olimpiadi che ospiterà fra poco più di tre settimane. Snowboard e biathlon da sogno, con tante carte da vittoria e il concretizzarsi di tanta abbondanza anche e soprattutto nelle gare a squadre. Le staffette che sono il momento di esaltazione collettiva, figuriamoci a cinque cerchi. Ieri tra Austria e Germania sono arrivati un successo e tre podi in appena due gare. L’indomani dei trionfi in slalom di Maurizio Bormolini e Lucia Damasso ecco quello di coppia di Aaron March e Dalmasso (Italia 2) nella prova a squadre mista di Bad Gastein, con Gabriel Messner e Jasmin Coratti (Italia 3) terzi dopo aver perso il derby di semifinale. Eliminati negli ottavi invece Bormolini ed Elisa Caffont (Italia 1). Mentre a Ruhpolding la quinta tappa della Coppa del Mondo di biathlon si apre con il successo sfiorato (la norvegese Maren Kirkeeide sprinta con Bakken nel cuore) della staffetta femminile, forte del rientro in grande stile di Dorothea Wierer e Lisa Vittozzi.
La gioia di ct Pisoni
I conti della gioia per la tavola azzurra li fa il ct Cesare Pisoni: «Dieci vittorie e 23 podi, un bottino incredibile per una squadra incredibile che continua a battere record su record. Tutti continuano a stimolare la competizione: questa è la grande fortuna di questa squadra, insieme al clima che c’è tra di loro. Speriamo di mantenere ancora a lungo questo mood». Regina in Austria Lucia Dalmasso: «Aaron è un ottimo compagno di team, è stato super mega bravo, è stato divertente ed ora avanti così». Subito in volo per la Bulgaria: sabato e domenica due giganti a Bansko. Non è da meno il biathlon, che ha già messo nel forziere 12 podi con 6 vittorie, 4 di Tommaso Giacomel e 1 a testa per Wierer e Vittozzi. Ieri le due regine hanno bissato il secondo posto conquistato all’esordio di Oestersund sempre con Hannah Auchentaller e Michela Carrara, anche se rimescolando del tutto l’ordine delle frazioni. «Materiali molto veloci e tutte abbiamo fatto bene» divide i meriti Doro, autrice di un errore in piedi. «Usciamo da questa staffetta ancor più motivate in vista delle Olimpiadi» le fa eco Lisa. «Volevo mostrare a me stessa che se sono qui è perché ho il livello per farlo» dice con orgoglio Hannah. «Se tutte facciamo bene possiamo giocarci qualsiasi posizione» guarda avanti (alle Olimpiadi, ovviamente) Michela. Oggi tocca agli uomini, anche se a Giacomel (reduce tra 3 centri. Patrick Braunhofer, Lukas Hofer, Elia Zeni e Nicola Romanin il quartetto azzurro. Venerdì Sprint donne, sabato quella maschile, domenica gli inseguimenti. Altre occasioni di godimento. Nessuno ha intenzione di fermarsi.
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